

Sono costretto a rimandare il racconto degli incontri fatti a Vialfrè: infatti sono nuovamente in partenza.
Ho trovato un passaggio gratuito per Saint Chartier, dove si tiene un importante festival musica tradizionale, con numerosi stand di liutai provenienti da tutta Europa!
I preparativi sono frenetici, anche perchè tornerò lunedì e mercoledì partirò ancora, questa volta alla volta del festival di Certaldo, dove suonerò con una formazione "quasi nuova".
Al mio ritorno mi sa che ne avrò parecchie di cose da raccontare!
Scritto da Dianthus alle 11:18
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(Segue dal post predente).
Ma ovviamente, al di là del meraviglioso scenario e dell'insolita fauna che abita l'area del festival, ciò che attira ogni anno centinaia di persone in quello sperduto borgo del Canavese è la danza.
Ogni giorno per due ore alla mattina e quattro al pomeriggio, sui parquet di Vialfrè si alternano numerosi stages di danze tradizionali provenienti da tutta Europa. Si va dalle danze irlandesi, a quelle bretoni, da quelle scandinave a quelle sarde, da quelle ebraiche a quelle occitane, con insegnanti possibilmente "di madrelingua", che prima di insegnare passi e coreografie cercano di trasmettere "l'accento" (questo è il termine che usa Coclet) proprio della danza.
Il Coclet che ho citato è il creatore e l'organizzatore del Gran Bal de l'Europe (che quest'anno mi perderò, che rabbia!). Il primo filmato qua sotto mostra una parte di un suo stage di bourrée d'Auvergne: sul passo tradizionale lui crea delle nuove coreografie molto divertenti, e lui è un personaggio spassosissimo (nel primo filmato è quello con la maglietta bianca). Per questa ragione alcuni lo criticano sostenendo che non si possono modificare le danze tradizionali, ma io do pienamente ragione a Coclet: se nell'interpretazione della tradizione non si da spazio alla creatività, quella tradizione è morta. E' giusto portare avanti lo studio di ciò che la tradizione ci ha tramandato, ma è lecito anche inserire elementi nuovi se questi possono rendere più viva e più attuale quella tradizione, a patto che la cosa sia dichiarata e che non si cerchi di far passare per tradizionale ciò che tradizionale non è.
La sera su quegli stessi parquet si danza sulle note dei migliori gruppi di musica cosiddetta "trad" d'Europa. E quindi si possono mettere in pratica i passi imparati durante il giorno, o impararne di nuovi osservando e imitando gli altri ballerini sulla pista, magari cedendo all'invito di una dama o di un cavaliere che non si accontentano di un "mi spiace, ma questa danza non la so"...
Ma i momenti musicali più interessanti per me (che sono più un flautista che un ballerino) sono le aggregazioni spontanee di suonatori, che nelle pause fra i pasti e gli stages, si ritrovano a suonare attorno a un tavolo, o all'ombra di una quercia. Lì può capitare di trovarsi a suonare fianco a fianco con dei veri mostri sacri del "trad"; per esempio il signore con il cappello e il clarinetto basso che si vede nel secondo filmato è Yves Leblanc: uno dei più noti interpreti della musica da ballo bretone! Quando l'ho visto comparire nel gruppo improvvisato non ho potuto fare a meno di posare momentaneamente il flauto e documentare la bizzarra formazione.

Scritto da Dianthus alle 13:05
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Il mio fine settimana di danze è stato grandioso. No: non si è prolungato fino a oggi! Solo che appena tornato ho avuto tutta una serie di cose da fare e non ho ancora avuto tempo per aggiornare il blog. Anzi, approfitto per chiedere scusa a tutti i blogger che abitualmente frequento e a chi lascia commenti nei miei post: in questo periodo mi è molto difficile trovare il tempo per commentare e rispondere.
Anche adesso non ho tutto il tempo che vorrei per raccontarvi delle esperienze che ho avuto in due giornate straordinariamente intense, per cui distribuirò il racconto in tre post divisi per argomento. In questo primo post parlerò del luogo, nel prossimo della musica e delle danze e nell'ultimo delle persone che ho incontrato.
Naturalmente provvederò a corredare questi post di fotografie e filmati per soddisfare la vostra sana curiosità.
Come dicevo, comincio dal luogo: Vialfrè, un paesino del canavese, poche case e una chiesa in cima a una collinetta circondata da boschi di carpini e querce alternati ai prati a sfalcio. Ogni anno alcuni di questi prati, dopo il taglio, ospitano il festival di danze tradizionali europee "Gran Bal Trad". Per l'occasione vengono allestite quattro piste da ballo con tendoni e parquet, un bar e una cucina per il ristoro di alcune centinaia di ballerini, tavoli e panche e un'area adibita a campeggio libero per tutti gli iscritti. I servizi igienici invece sono fissi: in muratura, e molto confortevoli. E questo splendido ambiente non mancano gli incontri con una fauna particolare, specialmente per chi, come me, è appassionato di insetti...
Uno di questi incontri mi ha particolarmente colpito: quello con il cervo volante, il più grosso coleottero europeo. Il maschio di questa specie è un bestione che raggiunge la ragguardevole lunghezza di otto centimetri con due mandibole sviluppate in maniera abnorme per il combattimento e divenute inutili per l'alimentazione.
Sabato sera al tramonto ho cominciato a veder volare questi impressionanti insetti, ma non sono riuscito a vederne nessuno da vicino, fino a domenica mattina, quando ho visto un gruppo di bambini sotto un albero guardare stupiti verso l'alto. A circa 3 metri di altezze un grosso cervo volante era alle prese con due calabroni che continuavano ad avvicinarsi minacciosi. La mia prima impressione è stata che i calabroni intendessero predarlo, ma l'impresa sarebbe stata davvero ardua: l'arma del calabrone, il suo micidiale stiletto, è praticamente inutile contro la corazza impenetrabile di un cervo volante! Poi ho capito che i calabroni non erano interessati al coleottero, ma a ciò che stava difendendo: una lesione del tronco della quercia, da cui stillava la linfa. I calabroni cercavano di raggiungere la fenditura per bere la linfa, ma il cervo volante li scacciava a colpi di zampe e mandibole. Poi si è avvicinato un secondo cervo volante e la battaglia si è fatta sempre più violenta, finchè anche quest'ultimo intruso non è stato scacciato. Quando sono passato più tardi sotto la stessa pianta ho capito l'importanza di quella posizione per il maschio vincitore: una femmina era stata attirata dall'odore della linfa e mentre lei si alimentava... il maschio si assicurava una progenie!




P.S. Per la musica del video ho saccheggiato i Carmina Burana di Orff. Ok, non è il massimo dell'originalità, ma è impressionante come i movimenti dei due insetti si adattino alle frasi del brano musicale.
Scritto da Dianthus alle 20:05
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Da tre giorni mi abbrustolisco al sole per pitturare le ringhiere dalla casa nuova.
Carteggiare, dare l'antiruggine, ricarteggiare, altra mano di antiruggine, carteggiata leggera, e stendere la vernice...
Non ne posso più!
Domani sera vado a ballare con H.
Spero che D decida di starsene a casa...
Ne frattempo eccovi la foto che ho fatto oggi ad un'ape in controluce:
Scritto da Dianthus alle 23:04
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Oggi sono stato in mezzo alle api con la digitale nuova.
Ci sono un po' di foto per voi!
Un'ape all'ombra di un fiore di borragine.

Di fronte all'ingresso dell'alveare l'attività è frenetica e non sempre gli atterraggi riescono alla perfezione...

Qui al centro si possono vedere alcuni fuchi: sono quelli un po' cicciottelli con la faccia da moscone.

E qui c'è la regina dello sciame che abbiamo trovato nell'orto dietro casa mia!
Alcune formiche opportuniste hanno approfittato dello spazio fra il tetto di un'arnia e il coprifavo per deporre le loro uova.
E questa strana formica? In realtà è un ragno mirmecomorfo, probabilmente appartenente al genere Leptorchestes. Riuscirà a liberare l'arnia dalle formiche?
Alla prossima!
Scritto da Dianthus alle 19:12
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Ecco la nuova macchina fotografica (in realtà usata, ma tenuta davvero bene), con la custodia in pelle che ho costruito apposta per lei:

Lo so: con questa foto mi rendo riconoscibile, e rendo il blog un po' meno intimo, per cui se qualcuno passasse per di qui e mi riconoscesse... faccia almeno la cortesia di non dirmelo ;P
... d'altra parte i miei amici mi riconoscerebbero comunque per le cose che scrivo...
Scritto da Dianthus alle 14:58
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Oggi è uscito il sole: più o meno la prima volta dopo un mese. Non mi sembra quasi vero. Chissà che non arrivi davvero l'estate.
Domenica invece pioveva ma è stato meglio così perchè la Lomellina sembrava un po' l'irlanda, mentre l'attraversavamo per strade tortuose in mezzo ai prati verdi diretti ad una "festa celtica". Già pregustavamo la musica irlandese che poi però ci siamo persi (finiti, non si sa come, a mangiare paella e ascoltare flamenco in un circolino). Poi le danze irlandesi, con le heavy shoes che rimbombavano sull'aia di quella cascina fuori dal mondo. Alla fine le ragazze hanno coinvolto il pubblico, così ho consegnato la giacca ai miei amici (che farli ballare è impresa ardua!) e mi sono gettato nelle danze.
Alla fine il lungo viaggio di ritorno, attraverso la sterminata pianura padana. E il dubbio che quella bella festa fosse organizzata dalla Lega...
Scritto da Dianthus alle 09:05
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Venerdì sera hanno provato a fare un concerto. Nel mio paese è un po' un evento.
Il sindaco viscidamente ha aperto l'evento con un breve discorso. Mettersi in vetrina è l'unica cosa che sa fare. Poi hanno cominciato a suonare, neanche male. Il cantante secondo me aveva una buona voce. Comunque sopra la media dei gruppi locali. Non avevano nemmeno finito un pezzo che il cielo, già cupo e mugugnante da più di un ora, ha scaricato sulla piazza il suo tributo di acqua a goccioloni. Sembravano secchiate sulla faccia. Di quelle che fanno mancare il fiato. Misto alla pioggia qualche grano di grandine. Il sindaco è stato fra i primi a fuggire sotto la grandine. Una scena che da sola valeva tutta la serata. Inclusi il concerto saltato e tutta l'acqua che mi sono preso. I musicisti hanno fatto su casse e strumenti e anche io mi sono avviato verso casa. Prima di corsa, poi, resomi conto che ormai ero fradicio, con calma. Una lenta camminata sotto la pioggia gelida. E l'estate mi sembrava così lontana.
Ieri invece la giornata relativamente serena mi ha permesso di fare assieme a mio padre un lavoro che rimandavamo da tempo: lo scavo per interrare la linea della corrente elettrica. Circa dieci ore di lavoro con percussore e piccone. Ancora adesso mi sento come se mi fosse passato sopra un rullo compressore. E, non so se c'è un collegamento, ma ho una gran voglia di ribes rosso.
Scritto da Dianthus alle 12:28
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Domenica pomeriggio abbiamo suonato. Musica e danze in cortile, per una festa a base di buon vino e di risotti.
Lei però non c'era ed io l'ho cercata inutilmente con lo sguardo fra la folla danzante.
Così, la sera l'ho chiamata.
"Ciao, cosa fai stasera?"
"Perchè me lo chiedi?"
"Io vado al concerto di D."
"Be'... anch'io."
"Allora ci vediamo là."
Ed è stata una di quelle serate che si ricordano.
Musica troppo alta alcuni gruppi fracassoni e io e lei balliamo l'en-dro sugli Iron Maiden poi D col suo gruppo storico in acustico senza batteria e io e lei seduti in penombra a guardare ad ascoltare rapiti e lei mi dice non parlare di insetti e io non ne parlo quasi mai e lei mi guarda e ha un sorriso strano e le mani sulle percussioni sembrano fiamme vive e lei chiede da quanto ci conosciamo e io dico quasi tre anni e lei dice che adesso allora posso anche parlarne e la voce del cantante sembra un po' Cobain e io non ne parlo lo stesso perchè qui questa sera con lei voglio solo ascoltare la musica sotto la sua voce e lei dice che le cose andranno meglio e io lo so perchè vanno già meglio e poi ce ne andiamo e io dico se ci facciamo una passeggiata lungo il canale con le pantegane e l'odore di melma e lei dice ecco perchè le ragazze non ti prendono sul serio e poi stiamo a parlare sotto casa mia e le racconto della mia ex e le racconto di come sono finite male le cose e la sua storia assomiglia tanto alla mia e quando la saluto vorrei davvero darle un bacio e non lo faccio e le dico che mi ha fatto piacere parlare con lei e lei dice anche a me.
Salite le scale già non vedevo l'ora di rivederla.
Ieri invece ho pagato lo scotto dei due bicchieri di vino bevuti il giorno prima. Una giornata di tosse allergica feroce. Almeno credo. Oppure questa volta mi sono beccato proprio una bronchite.
Ora vado dal medico. Spero mi metta in sesto entro il fine settimana.
Scritto da Dianthus alle 10:10
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A volte mi sorprendo a criticare quelli che badano alla marca, al logo, alla firma... ma a volte non resisto e lo faccio anche io...
Cercavo su eBay una macchina fotografica digitale e ho trovato alcune offerte interessanti. In particolare due mi avevano colpito: una Panasonic DMC LX-1 e una Leica D-LUX 2.
Praticamente sono la stessa cosa. L'obiettivo è lo stesso: lo splendido Leica DC Vario-Elmarit, uno dei pochi ad avere un vero grandangolo (equivalente al 28 mm. di una fotocamera tradizionale).
Le funzioni sono le stesse.
Soprattutto entrambe hanno la possibilità di inserire la messa a fuoco manuale (sembra una sciocchezza, ma a me è capitato già parecchie volte di dover rinunciare ad una fotografia perchè a causa delle particolari condizioni di luce e movimento la mia vecchia digitale non era in grado di mettere a fuoco...).
La differenza principale sta nel prezzo: sull'usato circa 60 euro...
Ed io, sempre senza soldi (visto che attualmente il mio reddito arriva dalla musica!), cosa ti vado a fare?
Compro quella più cara, salassando significativamente le mie finanze.
E perchè?
Perchè... vuoi mettere avere il bollino rosso della Leica?!?!